La termografia è una tecnica di telerilevamento ad infrarossi che garantisce velocità di indagine anche in zone impervie, che sfrutta le onde elettromagnetiche emesse da un oggetto al fine di svolgere attività di diagnosi, di manutenzione e di controllo. Si precisa che, benché si tratti di una tecnologia utile e profittevole, la sua rilevazione non può ritenersi sufficiente per impostare eventuali risanamenti. Vediamo nel dettaglio dove, come e quando farla!

I campi di applicazione della termografia

Questa strategia di valutazione, che consente agli esperti una manutenzione predittiva su eventuali anomalie termiche ed operative delle applicazioni elettriche, si applica specificamente sui seguenti campi:

  • Il controllo degli edifici per individuare perdite di calore derivanti da insufficiente coibentazione di facciate o tetti, distacchi di intonaco o di rivestimenti
  • Il controllo della regolare posa degli isolamenti a cappotto
  • La verifica della tenuta all’aria di infissi, finestre e cassonetti
  • La certificazione energetica
  • L’ispezione di impianti fotovoltaici
  • Il corretto funzionamento del riscaldamento sottopavimento, individuando le tubazioni senza compromettere la pavimentazione
  • L’individuazione di danni dovuti all’umidità, alle infiltrazioni o agli allagamenti
  • L’analisi di impianti elettrici, quadri, collegamenti, fusibili e molto altro
  • L’analisi di motori o dei suoi componenti: cuscinetti, parti in movimento o non raggiungibili, isolamento, etc

A cosa serve la termografia?

La tecnica in questione si rivela utile in svariati campi,  ad esempio è indispensabile per studiare muffe e condense, ma attenzione. La termografia si può eseguire esclusivamente in determinati periodi, poiché si debbono verificare le condizioni termiche tali affinché le problematiche possano essere notificate dall’apparecchio.

Nei piani abitativi fuori terra, ad esempio, la condensa compare durante il periodo invernale, dunque la termografia si esegue 10-14 giorni dopo l’inizio dell’inverno, perché pareti e ponti termici devono raffreddarsi.

Nell’interrato, invece, la condensa compare durante il periodo estivo. Di conseguenza qui la termografia si esegue quando pareti e ponti termici si sono scaldati.

La termografia è infine piuttosto utile in sede di ricerca di infiltrazioni idriche, ma principalmente se i tubi mancano di isolamento termico, altrimenti l’analisi risulta imprecisa.

I vantaggi della termografia

Tale tecnologia reca diversi vantaggi come:

  • L’analisi a distanza e non distruttiva. Sarà infatti possibile ispezionare oggetti che siano distanti, in movimento o in rotazione; il tutto da una certa distanza e senza compromettere alcuna struttura interessata.
  • La visualizzazione in tempo reale, in quanto sarà possibile scansionare l’oggetto in tempi brevissimi e ricavarvi le informazioni di cui si necessita.
  • L’analisi a grandangolo, poiché con la termografica risulterà possibile confrontare più aree dell’oggetto al fine di individuarne le parti che presentano problemi.

Come si è recentemente parlato, lo Stato italiano ha messo a disposizione diversi bonus per quei lavori che portano a una riqualificazione energetica del proprio edificio. Tali incentivi non solo hanno l’obiettivo di far ripartire il settore dell’edilizia, bensì intendono anche rinnovare il patrimonio immobiliare italiano.

Cos’è l’insufflaggio?

Per insufflaggio si intende un’opera davvero poco invasiva, ma molto funzionale, che consiste nel riempimento delle pareti di un’abitazione con un materiale isolante affinché la casa ne benefici in materia di risparmio energetico, ovvero minore dispersione termica. Questa operazione, che non richiede manomissioni murarie, è compresa negli incentivi concessi dallo Stato.

Isolamento termico per la casa

Se isolare la casa è un intervento estremamente importante sia per il nostro comfort fisico sia per le nostre tasche, considerando che né il calore né il refrigerio domestico si disperderanno, è altrettanto vero che l’insufflaggio consiste in una delle pratiche migliori al fine di raggiungere tale obiettivo.

Rapido, economicamente accessibile e per nulla invasivo nella sua realizzazione, l’insufflaggio è effettuabile nel giro di poche ore semplicemente praticando piccoli fori (poi suturabili) nel muro, ove riversare il materiale isolante, che sarà naturale e assolutamente non nocivo.

Insufflaggio con l’ecobonus al 110%

L’ecobonus al 110% comprende anche l’opera di insufflaggio, purché essa venga sostenuta con schiume espanse altamente performabili. Una volta accertatatisi di ciò, sarà possibile ottenere una detrazione fiscale pari al 110%.

Chi ne usufruirà si vedrà rimborsare la spesa con cinque quote annuali di pari importo (che diventeranno quattro quote per la parte di spesa sostenuta nel 2022), diversamente dalle dieci rate precedentemente previste.

Vi è inoltre la possibilità di richiedere la cessione del credito all’impresa che si fa carico dei lavori.

Tale bonus è applicabile su quegli interventi relativi ai muri di un edificio purché i muri oggetto dell’opera ricoprano almeno il 25% della superficie disperdente lorda. Inoltre i limiti di spesa sono pari a:

  • 50.000 euro per edifici unifamiliari o unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari;
  • 40.000 euro moltiplicati per il numero di unità immobiliari che compongono l’edificio per quegli edifici composti da 2 a 8 unità immobiliari;
  • 30.000 euro moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per quegli edifici composti da 9 o più unità immobiliari.

Detrazioni fiscali al 65%

La detrazione fiscale del 65%, o Ecobonus per lavori di insufflaggio certificato, non è cumulabile con altre agevolazioni previste per gli stessi interventi. Il soggetto interessato dovrà dunque optare per l’agevolazione a lui più conveniente.

Tutti coloro che intendono avvalersi del beneficio devono conservare la seguente documentazione:

  • Il certificato di asseverazione redatto da un tecnico abilitato;
  • L’attestato di qualificazione o certificazione/prestazione energetica (ove richiesto);
  • La ricevuta di invio tramite internet (o per raccomandata postale) dell’attestato di qualificazione o certificazione/prestazione energetica;
  • La ricevuta del bonifico bancario o postale (i soggetti non titolari di reddito d’impresa);
  • Le fatture e le ricevute fiscali che comprovano le spese sostenute.

Per accedere alle detrazioni fiscali del 65% è necessario il pagamento tramite bonifico (bancario o postale), con i dati richiesti dalla legge. Lo deve seguire il contribuente (ed eventualmente i familiari conviventi) che vorrà poi beneficiare della detrazione fiscale.

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