MUFFE E CONDENSE

Perdite, pareti fredde, soluzioni ad hoc 
a Genova e dintorni

Gemacht, che opera a Genova ed in Liguria, si occupa di prevenzione e risoluzione di muffe e condense in strutture edili, individuandone puntualmente le cause ed intervenendo con soluzioni specifiche.
Negli ultimi anni le abitazioni sono sempre più soggette alla formazione di muffe sulle pareti perimetrali. Le superfici, gradualmente, si macchiano, arrivando nei casi peggiori a formare uno strato uniforme verde e nero che si propaga nel tempo, anche ai mobili ed agli arredi. La presenza di muffa può causare problemi di salute come asma, infezioni delle vie respiratorie e allergie e va combattuta non appena comincia a formarsi. Gemacht è in prima fila nel cercare di riparare alle soluzioni in cui siano incluse perdite e pareti fredde, con soluzioni ad hoc.

Gemacht opera in Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana e Val d'Aosta.
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Come si forma la muffa

La mancanza di isolamento nella maggior parte delle case determina la formazione di molta condensa che le murature non sono in grado di smaltire. Questo fenomeno dà luogo alla formazione delle muffe. I motivi che determinano la capacità di smaltire l’acqua sono molteplici: composizione delle murature stesse, grado di manutenzione, esposizione ai venti e al sole, umidità della zona, numero di abitanti dell'ambiente, tipo di finestre e grado di aereazione dell’appartamento.

Gli interventi suggeriti

Per combattere la comparsa di muffe e condense, Gemacht propone un isolamento che può essere effettuato dall’esterno con pannelli applicati alla facciata soluzione detta del cappotto, o dall’interno con pannelli applicati direttamente alle pareti a partire dai 3 cm di spessore. Per le case dotate di intercapedine, invece, è possibile effettuare un insufflaggio. In tutti i casi, prima di procedere ad ogni intervento, è necessario un trattamento con prodotti sanificanti (in genere a base di antibiotici) che eliminano le spore della muffa.

La condensa: da cosa è provocata?

La condensa negli edifici è provocata dall'umidità relativa degli ambienti che, a contatto con una superficie fredda, come per esempio una parete non coibentata, passa dallo stato gassoso a quello liquido. Conseguentemente la parete risulterà umida e si creeranno quindi i presupposti per una formazione di muffe o efflorescenze, per il rapido accentuarsi di processi degenerativi di intonaci e coloriture che rappresentano condizioni potenzialmente nocive per la salute delle persone, in particolare per le vie respirative.
La presenza e la formazione di condensa negli edifici è un aspetto inevitabile che certamente non può essere del tutto annullato. Bisogna però creare condizioni favorevoli al suo corretto smaltimento limitandone la quantità entro i limiti idonei al benessere abitativo delle edifici o di porzioni di essi.
I fenomeni di condensa interstiziale (si intende la transizione dell’acqua da vapore a liquido all’interno del componente edilizio) e quella superficiale negli edifici hanno conseguenze anche sulla prestazione termica degli edifici stessi, sulla durabilità dei materiali e dei componenti edilizi. Storicamente questa tipologia di problemi si sviluppò con l’introduzione di tecnologie edili stratificate e conseguentemente all’incremento della tenuta all’aria dei serramenti esterni.

Condensazione interstiziale

Di solito viene considerato il solo meccanismo di trasporto del vapore per diffusione (secondo la legge di Fick) e per condensazione interstiziale si fa riferimento quindi alla condensazione del vapore acqueo che attraversa un componente edilizio che separa due ambienti caratterizzati da condizioni differenti di pressione di vapore. A seguito di ciò si determina quindi una differenza di pressione (forzante del fenomeno) che spinge l’aria umida attraverso i pori dei materiali costituenti gli strati del componente edilizio. Si determina quindi la condensazione interstiziale in una sezione quando la temperatura raggiunge la temperatura di rugiada ovvero quando la retta delle pressioni di vapore risulta tangente alla spezzata delle pressioni parziali di saturazione. 
Il rischio di formazione di condensa interstiziale è correlato alla produzione di vapore negli ambienti, alle resistenze termiche dei materiali ed alle permeabilità al vapore dei costituenti gli strati del componente edilizio che è stato preso in esame. Con l’accumularsi di acqua dovuto a condensazione negli strati di un componente edilizio si può avere un decadimento della resistenza termica e lo sviluppo di fenomeni di degrado si sviluppa.

Ricambio d'aria e intercapedini 

La condensazione interstiziale si verifica preferenzialmente in corrispondenza di ponti termici, in punti di discontinuità delle proprietà igrotermiche e in punti in cui si hanno infiltrazioni di aria fredda e aria umida
Per evitare problematiche di condensazione interstiziale è consigliabile garantire il necessario ricambio d’aria a mantenere l’umidità relativa interna entro condizioni accettabili ovvero al di sotto del 60%, possibilmente limitare la produzione di vapore negli ambienti interni, preferire una disposizione di strati con resistenza alla diffusione del vapore decrescente dall’interno verso l’esterno - principio del freno al vapore decrescente - e resistenza termica crescente verso l’esterno, evitando se possibile l’isolamento dall’interno.
È consigliabile prevedere intercapedini d’aria all’estradosso dell’isolante. Va posta attenzione all’utilizzo di una barriera o di un freno al vapore: ne va garantita la continuità soprattutto nei nodi costruttivi con grande cura nella posa in opera. Una barriera al vapore è quasi sempre indispensabile all’intradosso di uno strato isolante, qualora sopra di questo sia disposta una copertura impermeabile. Va garantire la tenuta all’aria e all’acqua dell’involucro.

Gli effetti dei fenomeni condensativi

Gli effetti principali dei fenomeni condensativi riguardano lo sviluppo sviluppo di muffe, l’incremento della conducibilità termica dei materiali e lo sviluppo di degrado dei materiali. La condensazione superficiale può favorire la proliferazione di organismi biologici quali muffe, funghi, etc. che possono generare condizioni insalubri, dare luogo a fenomeni di degrado e condizioni di mancanza di comfort termo igrometrico. La formazione di un film di condensa sulla superficie di metalli non inossidabili favorisce inoltre processi di corrosione degli stessi. 

Decadimento della resistenza termica

In caso di accumulo di acqua derivante da condensa interstiziale negli strati isolanti, invece, si può avere un decadimento della resistenza termica. I prodotti isolanti hanno infatti bassa conducibilità termica per la presenza nei loro pori – di ridotte dimensioni – di aria ferma che ha bassa conducibilità termica. L’acqua che si accumula nei pori, sostituendosi all’aria o ad altra miscela di gas, ha invece una conducibilità termica maggiore e per questo motivo l’effettiva conducibilità globale dello strato risulta molto maggiore di quella di progetto. 

Degrado dei materiali

Un altro effetto dell’accumulo di condensa interstiziale è il favorire processi di degrado dei materiali. In particolare nel caso di presenza di condensa negli strati esterni di un pannello isolante, sulla cui interfaccia esterna si abbiano temperature al di sotto dello zero si ha formazione di ghiaccio e all’alzarsi della temperatura si generano cicli di gelo/disgelo che disgregano la matrice solida dell’isolante aumentando la dimensione dei pori. Anche nel caso in cui non si abbia formazione di ghiaccio, l’acqua accumulata indebolisce meccanicamente i materiali, che risultano quindi maggiormente sensibili alle variazioni dimensionali dovute alle variazioni cicliche di temperatura.

Variazioni dimensionali

I cicli di condensazione interstiziale costituiscono inoltre un motivo di variazione del contenuto d’acqua e danno quindi luogo a variazioni dimensionali dovute all’umidità. Inoltre la presenza di quantità rilevanti di acqua nei pori consente la migrazione di sali igroscopici e quindi lo sviluppo di fenomeni come le efflorescenze e cripto-efflorescenze.

Calcolo della formazione di condensa

Si è visto quindi come calcolare con precisione la formazione di condensa e la sua posizione all’interno di un componente edilizio risulti estremamente complesso, ma se uno dello scopo è quello di evitare la presenza di acqua all’interno dei componenti edilizi, non ci si può limitare a considerare l’acqua dovuta ai fenomeni condensativi. 

Tutela dell'acqua

E’ necessario quindi garantire la tenuta all’acqua e controllare il contenuto d’acqua iniziale ovvero sia l’acqua inizialmente contenuta nei materiali utilizzati per la realizzazione del componente edilizio, l’acqua di costruzione, prediligendo le tecniche e le tecnologie costruttive che consentono di limitarla ma anche l’accumulo di acqua durante la posa in opera. 

Ventilazione degli ambienti interni

Per controllare i rischi di condensazione, quando l’apporto di acqua da altre fonti è stato governato, è opportuno agire sia sulla ventilazione degli ambienti interni, garantendo i ricambi d’aria e quindi il controllo dell’umidità relativa interna, e delle intercapedini sottotetto per evitare il raggiungimento di elevati valori di umidità relativa dell’aria esterna rispetto agli strati di isolamento, sia sulla scelta dei materiali, prediligendo una disposizione di strati avente resistenza alla diffusione del vapore decrescente dall’interno verso l’esterno ed effettuando un’attenta valutazione dell’utilizzo di uno strato di barriera al vapore, considerando soprattutto i dettagli costruttivi.
Contatta Gemacht per maggiori informazioni.

La lotta contro muffe e condense viene vinta grazie a tecniche innovative: info.gemacht@gmail.com

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