L’insufflaggio e il cappotto termico  sono tecniche che permettono di coibentare e di isolare un edificio sia dal punto di vista termico che acustico. 

Due soluzioni che in passato venivano adottate soprattutto nel Nord Europa e in America, ma che oggi sono molto utilizzate anche in Italia: scopriamo nel dettaglio che cosa si intende per cappotto termico e per insufflaggio e quali sono le loro principali peculiarità.

 Cos’è il cappotto termico

Il cappotto termico assicura l’isolamento di un edificio e viene installato per diminuire lo scambio termico che è il principale motivo cui le temperature interne vengono influenzate da quelle esterne. 

Da un punto di vista pratico, questo è un aspetto molto rilevante perché andrà ad incidere in maniera corposa sui consumi energetici necessari per regolare le temperature negli ambienti interni sia durante i mesi invernali che durante quelli estivi. 

Realizzare un cappotto termico significa installare una serie di elementi edili prefabbricati sulla facciate della propria abitazione.

Se questi elementi vengono applicati sulla parte esterna della facciata si parlerà di cappotto termico esterno, al contrario, se installati internamente, avremo un  cappotto termico interno

La soluzione più performante è quella di inserire il cappotto termico esterno in quanto il riscontro, dal punto di vista della coibentazione, è migliore e soprattutto si evita la formazione di ponti termici

Il cappotto termico richiede il fissaggio del materiale isolante e la realizzazione di uno strato, soprattutto nella soluzione esterna, per proteggere il materiale dall’azione dannosa degli agenti climatici.

Cos’è l’insufflaggio

Prima di chiarire cosa si indica per insufflaggio è bene evidenziare un altro concetto molto importante come quello dell’intercapedine

Con questo termine in ambito edile si va ad indicare uno spazio vuoto creato tra due elementi verticali o magari orizzontali. 

L’intercapedine, dunque, può essere realizzata tra i muri perimetrali di un edificio oppure nel tetto. Il motivo per il quale si va a creare questa intercapedine è ovviamente legato ad esigenze di natura tecnica strutturale.

In passato, si utilizzava l’intercapedine d’aria ossia nello spazio rimasto vuoto tra i muri perimetrali: si lasciava soltanto l’aria per ottenere migliorare l’isolamento termico. Una soluzione che permetteva una buona coibentazione e al tempo stesso anche un certo isolamento acustico. 

Negli anni poi sono state sviluppate altre tipologie di intercapedini come quella ventilata e quella tecnologica. L’insufflaggio è un complemento  all’intercapedine aumentando ulteriormente la coibentazione e di conseguenza il grado di isolamento termico. 

L’insufflaggio  è un’operazione che viene realizzata all’interno dell’intercapedine che viene riempita di materiali isolanti come ad esempio il poliuretano espanso, la fibra di cellulosa oppure la lana di vetro in fiocchi. 

Questi materiali permettono efficienza energetica ed eliminano le dispersioni termiche: un aspetto molto importante che permette di risparmiare sulle spese energetiche necessarie per regolare le temperature all’interno dell’edificio. Come avviene per il cappotto termico, anche l’insufflaggio può essere eseguito nella parte interna oppure esterna, a seconda della posizione dell’intercapedine.

Insufflaggio o Cappotto: Spazio necessario

Tra i punti di forza dell’insufflaggio c’è lo spazio ridotto  che richiede per la sua realizzazione. Eseguire un intervento di coibentazione sfruttando la tecnica dell’insufflaggio, non impone alcun genere di adattamento dei volumi dell’edificio.

Differente è il discorso legato al cappotto termico, per il quale occorre fare un distinguo molto importante: se c’è la possibilità di realizzare il cappotto termico esterno non si va ad incidere sullo spazio interno della casa. Infatti, il pannello isolante sarà fissato sulla parte esterna delle pareti. Questo però non è sempre possibile soprattutto quando si tratta di appartamenti giacché occorrerebbe che tutto il condominio aderisca alla realizzazione di un nuovo cappotto termico esterno. 

Nel caso in cui il condominio non abbia intenzione di eseguire il cappotto, allora l’unica opzione disponibile è quella del cappotto interno. Da un lato impone costi di posa in opera minori ma dall’altro, ci sarà un ridimensionamento degli spazi e dei volumi, riducendo lo spazio calpestabile a disposizione del proprietario.

Efficienza energetica di insufflaggio e cappotto termico

La capacità di isolare delle due soluzioni è strettamente legata ai materiali isolanti che vengono scelti e alla capacità della ditta di saper eseguire una posa in opera a regola d’arte evitando la possibile formazione di ponti termici. 

Per quanto riguarda l’insufflaggio, l’efficienza energetica è direttamente proporzionale alla spessore dell’isolamento. Quindi maggiore è l’intercapedine di cui si dispone in un edificio e maggiore sarà il quantitativo di materiale isolante che può essere inserito al suo interno, ottenendo un’efficienza energetica più apprezzabile. 

Lo stesso discorso vale per il cappotto termico. La sua efficienza e capacità di coibentare, è legata ai materiali isolanti prefabbricati che vengono scelti dal progettista per tutelare l’ambiente interno. 

Va sottolineato che in linea di massima, il cappotto termico esterno permette performance migliori in quanto si annulla il rischio di avere  ponti termici

Nel caso di  un cappotto termico interno, potrebbero comunque crearsi possibili ponti termici in prossimità di pilastri ed altri elementi similari. 

In queste situazioni a fare la differenza sarà la professionalità dell’installatore.

Prendendo spunto da questo aspetto, bisogna anche evidenziare che il problema del ponte termico si pone anche nel caso di insufflaggio, in quanto l’intercapedine non può essere sempre realizzata come, ad esempio, all’interno di pilastri e di camini.

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Costi a confronto

I costi per la realizzazione di un intervento di insufflaggio sono meno importanti rispetto a quelli necessari per un cappotto termico. Per poter quantificare queste tipologie di intervente bisogna prendere in considerazione alcune caratteristiche che ne determinano il costo come ad esempio l’ampiezza dell’intercapedine e la tipologia di materiale utilizzato. 

Il cappotto termico in linea generale è più costoso in quanto richiede maggiori materiali e ore lavoro per la realizzazione. 

Il confronto tra costi in realtà ha poco significato in questo momento storico: è possibile infatti accedere a varie forme di detrazioni fiscali che rendono l’aspetto economico secondario.

Tempo

L’insufflaggio viene eseguito con una tempistica minore, in quanto sarà sufficiente effettuare dei fori sui muri per raggiungere l’intercapedine. 

Tramite questi fori sarà quindi possibile inserire il materiale isolante che andrà a riempire tutto lo spazio vuoto dell’intercapedine. 

Differente è il discorso per il cappotto termico. Si parla di una lavorazione più complessa ed articolata che peraltro richiede l’utilizzo di maggiori materiali e di tempo.

Conclusioni

  • L’insufflaggio e il cappotto termico permettono di migliorare l’efficienza energetica, isolando opportunamente l’edificio. 
  • Le performance sono ottimali a patto che la ditta che esegue i lavori assicuri una posa in opera a regola d’arte. 
  • Non si può parlare di una tipologia di intervento energetico migliore in assoluto rispetto all’altro, bensì bisogna considerare caso per caso e valutare la soluzione più adatta alle caratteristiche dell’immobile. 
  • Entrambe le soluzioni permettono di accedere a detrazioni fiscali cospicue, per cui anche convenienti economicamente.

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